Se mi rilasso, collasso: i nuovi ritmi di vita
Quanto tempo dedichiamo al fare? E quanto allo stare, al dolce far niente?
Scriviamo la nostra giornata tipo su un foglio di carta, elencando gli impegni, le cose che facciamo, come fosse una lista della spesa. Non abbiamo da pensare ad una giornata eccezionale, ma alla nostra quotidianità.
Quanto tempo dedichiamo al fare? E quanto allo stare, al dolce far niente?
Cosa intendiamo con il Fare e cosa con lo Stare?
Fare implica l’attivarsi, il movimento, il progettare, pianificare e portare a termine i propri obiettivi, realizzare desideri e soddisfare i bisogni. Implica il fare qualcosa per sé ma anche il dare e donare agli altri, comporta l’uso delle proprie mani / braccia / gambe / schiena / occhi ma anche una presenza logica, l’uso della razionalità e del pensiero, del ragionamento e della riflessione.
Nel Fare non si è necessariamente soli, ma possono essere coinvolte più persone (pensiamo all’organizzazione delle vacanze o alla gestione dei compiti e ruoli lavorativi).
Il fare comporta un tempo, dedicare tempo e spazio. Ritagliarsi tempo e spazio.
Lo Stare è altrettanto importante. Una cosa non esclude l’altra, ma ci devono essere entrambe nella nostra vita. Non sono una positiva e l’altra negativa. Sono entrambe importanti e vitali.
Stare è una conseguenza naturale del poter lasciare, ossia disattivare i sistemi di vigilanza, azione, controllo. Nel lasciare c’è soprattutto un allentamento dei muscoli, del respiro, dei movimenti e del pensiero.
Nello Stare non tutto è completamente disattivato, c’è una profonda calma. Ad esempio il neonato nella culla se ne sta tranquillo muovendo le gambette, toccandosi il viso, guardandosi attorno.
Lasciare può essere momentaneo e breve, stare è una condizione più profonda che necessita di una buona capacità di contatto con se stessi.
Entrambe queste Esperienze di Base si possono alterare nel corso dello sviluppo sia per effetto ed influenza della società (livello macro) sia per le esperienze personali legate al proprio contesto famigliare (livello micro).
Influenze della società: livello macro
Quali influenze stanno avendo le trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche sulla forma della mente, sul modo di percepirsi e di essere, sul modo di fare e su quello di stare, sull’intera organizzazione del Sé?
La comunicazione di massa gioca su più livelli, non solo su quello dell’informazione (pensiamo al famoso effetto dell’omologazione). Ha un elevato potere di penetrazione e diffusione.
C’è un aumento del visuale (videogiochi, computer, telefonini, social): la non presenza dell’altro in carne ed ossa allontana dal mondo reale delle percezioni e della corporeità, che sono fondanti per la relazione.
I modelli di successo, popolarità e capacità vanno per la maggiore, così come i modelli di ricchezza e di perfezione fisica. La fragilità sembra bandita dalla nostra società.
C’è un esibirsi a tutti i costi (Facebook, Tik Tok, Instagram, selfie), il mostrarsi è eccessivo e fine a se stesso.
Aumenta la velocità, l’agitazione: bisogna fare bene e farlo in fretta! Non si può perdere tempo, deve essere tutto e subito.

Si assiste ad un rarefarsi della tenerezza. In un mondo in cui si deve essere forti, brillanti e veloci non c’è spazio per la tenerezza, la morbidezza, la fragilità.
È un’alterazione che può essere già presente nei bambini. In questo mondo vorticoso ci sono dentro anche loro.
Ci sono cambiamenti significativi in atto nelle nuove generazioni, ma anche nelle vecchie, che inevitabilmente assorbono e fanno propri questi mutamenti.
Modificazioni in atto: piccole e grandi disarmonie
Un uso massiccio del visuale, la diffusione capillare del computer, una presenza incombente dei videogiochi fin da quando si è piccoli hanno sviluppato capacità, modalità di attenzione e sensibilità diverse da quelle delle generazioni passate.

Nessuna di queste è da considerarsi negativa, solo bisogna avere un’attenzione serena e intelligente alle possibili disarmonie che si possono generare se altri aspetti della vita vengono trascurati, atrofizzandosi. Entrambe le modalità possono coesistere!
A fronte di modalità di percezione sempre più rapide, di attenzione ai particolari e ai dettagli, di capacità di movimenti piccoli, di un notevole sviluppo della creatività ed immaginazione, di una velocità della comunicazione, stanno diminuendo:
- i movimenti lenti, ampi e portati fino in fondo
- il contatto con le sensazioni corporee, il contatto profondo con gli altri
- siamo una civiltà dell’immagine e ciò genera un’amplificazione della fantasia e creatività, ma anche un distacco dalla realtà e concretezza ed un aumento del pensiero magico (io posso tutto)
- la visione globale d’insieme
- la capacità di rallentare, fermarsi, stare, fare pause, abbandonarsi, prendersi il tempo giusto di stare in contatto con sé
- si sta assottigliando la capacità di avvertire le sensazioni leggere e delicate e si va sempre più alla ricerca di qualcosa di forte e travolgente
- è difficile gioire di piccoli piaceri
- sta aumentando il controllo esasperato, la concentrazione dura, i movimenti piccoli e agitati, la velocità e l’ansia, la durezza; ed anche una certa intolleranza di fondo.
Influenze del contesto familiare: livello micro
Come cresciamo, dove cresciamo e con chi sono delle determinanti per il nostro sviluppo, che può essere buono e sereno o virare verso piccole o grandi alterazioni e malesseri.
Fondamentali e necessarie sono le Esperienze di Base, i mattoni della nostra vita, che vengono facilitate o meno dalle figure di accudimento, i caregiver. Ad esempio se da piccoli veniamo tenuti con amorevolezza ma decisione, con cura e con una forza calma e paziente sviluppiamo il senso del confine, del limite, e facciamo esperienza che è buono essere fermati e contenuti, che ci fa stare bene, ci aiuta a calmarci quando siamo elettrici. Pensiamo ai bambini particolarmente vivaci e dirompenti; se non venissero mai fermati deborderebbero, oltrepassando facilmente il limite.

Allo stesso modo è fondamentale sentirsi guidati e portati, fin da piccoli, a conoscere il mondo e farne esperienza con calma, passo dopo passo, coi giusti tempi; diversamente si può essere eccessivamente sollecitati a fare, imparare, capire, apprendere inducendo uno stato continuo di attivismo, che brucia la capacità di lasciare ed incantarsi, di avere tempi e modi morbidi.
Anche essere visti e considerati per ciò che si è, e non per ciò che dovremmo essere, aiuta a sviluppare una buona consistenza e valore di sé che non richiede l’esporsi continuo sui social per avere approvazione e riconoscimento.
Segni precoci e sintomi conclamati
Nei nostri bambini possiamo osservare e percepire i segni precoci di un malfunzionamento in atto, di una o più Esperienze di Base ( abbiamo visto l’Essere Tenuti, Guidati, la Calma, il Lasciare ed Incantarsi, l’Essere Visti ) che si stanno inceppando o stanno prendendo una direzione non congruente.
Osserviamo come sono i movimenti (caratteristici-incontrollati), i modi di muoversi (lenti-bruschi-a scatti-veloci ), le posture abituali delle spalle/ della schiena /della testa, se i nostri bambini sanno fermarsi e stare, se sanno allentare il controllo con tuffi, capriole, guizzi e balletti.
Ma non solamente i bambini possono sviluppare una tale frenesia. Anche gli adulti possono presentare questo insieme di alterazioni che alla lunga, in un sistema cronicizzato, portano alla luce sintomi come:
- mal di testa
- insonnia, sonno disturbato
- dolori diffusi
- stanchezza, mancanza di energia
- stress
- sessualità disturbata
- ansia e irrequietezza
- agitazione e instabilità psicomotoria
A seconda dell’intensità dei sintomi ne risente la qualità della vita.
Non abbiamo però da demonizzare la nostra società, perché sono molti gli aspetti positivi, le nuove risorse e strumenti a disposizione. Ciò che abbiamo da fare è controbilanciare gli effetti di questi cambiamenti valorizzando le Esperienze di Base che favoriscono un sano sviluppo nei nostri bambini e permettono a noi grandi di stare nel mondo con modularità e mobilità.
