Come il modello funzionale accompagna e sostiene la donna durante la gestazione

Gravidanza buona vs gravidanza problematica. Come aiutare la donna ad affrontare positivamente la gravidanza, favorendo la crescita sana e armoniosa del feto.

La gravidanza è per la donna un momento eccezionale di cambiamento che mostra modificazioni temporanee su diversi piani: emotivo, cognitivo, fisiologico e posturale.

Gravidanza buona

Livello emotivo

A livello emotivo aumenta la tenerezza in tutte le sue sfumature (ci si commuove e ci si intenerisce facilmente), si vive una regressione ed una fragilità favorite anche dall’aumento delle paure e preoccupazioni per sé e il futuro bambino che portano la donna a chiedere più attenzioni, coccole, carezze e ad essere accudite; si acuisce un atteggiamento di dipendenza dal partner o dai propri genitori che divengono figure imprescindibili per affrontare non solo momenti difficili ma anche la quotidianità.

Livello cognitivo

A livello cognitivo i cambiamenti repentini e la difficoltà a darne un senso portano a ridurre il controllo razionale, aumentano le fantasie e i desideri incontrollati che il più delle volte appaiono incomprensibili alla donna e a chi la circonda, si può presentare un’incapacità ad organizzarsi e si intensificano ricordi molto antichi che favoriscono l’identificazione col bambino.

Livello fisiologico

A livello fisiologico il respiro si modifica per l’aumento della camera gestazionale facendosi alto e controllato, ossia toracico, il sistema ormonale si modifica così come quello circolatorio (gambe, caviglie, piedi gonfi), possono presentarsi sintomi quali nausea e bruciori di stomaco dati dal reflusso, stitichezza, insonnia e crampi. Aumentano anche le sensazioni (maggiore sensibilità agli odori, sapori, suoni, temperatura) e si possono abbassare le soglie del dolore.

Livello posturale

A livello posturale cambia la struttura morfologica del corpo della donna: il peso aumenta e si ridistribuiscono le proporzioni, cambiano le posture e i movimenti rallentano. Questo nuovo assetto può generare dolori, come mal di schiena e mal di gambe.

Sono tutti cambiamenti adattivi. In questo processo viene coinvolta la funzionalità e la storia della donna: quando si ha un buon funzionamento generale i sintomi vengono affrontati con serenità ed una sana stanchezza mano a mano che si progredisce con la gravidanza, e i vissuti sono propulsivi ed espansivi.

Gravidanza problematica

Diversamente la gestazione può essere problematica e difficile, quando la donna presenta piccoli o grandi malfunzionamenti dovuti all’impatto negativo con l’ambiente o a vicissitudini personali.

Qui si possono osservare paure debordanti e terrificanti che si possono trasformare in ansia o depressione, possono prevalere sentimenti di sfiducia e rinuncia più che di vitalità e apertura, un forte atteggiamento di dipendenza ed una tenerezza inaridita; una progettualità limitata o carente, fantasie negative e desideri incontrollati debordanti.

A livello fisiologico i dolori (mal di stomaco, insonnia, mal di gambe, mal di schiena e così via) possono essere più invalidanti poiché la respirazione di base della donna è già alterata e la muscolatura tesa e contratta, le sensazioni sono chiuse e non favoriscono un buon contatto col feto e con sé. Morfologicamente la donna può incorrere in un aumento di peso eccessivo che causa movimenti rallentati ed impacciati.

Pertanto diventa importante guidare la donna a sviluppare una buona attenzione rivolta a sé ed ai molteplici cambiamenti in atto, che coinvolgeranno anche la coppia.

Come il modello funzionale accompagna la donna in gravidanza?

Dal 4° mese di gestazione è possibile aiutare la donna ad affrontare al meglio la gravidanza nelle sue diverse fasi ed il partostesso, aumentando lo stato generale di benessere e limitando lo stato di stress psicofisico.

Per raggiungere questi obiettivi è importante il luogo, il setting, nel quale si accoglie la donna, che deve essere rispettoso della privacy e quindi trasmettere un senso di protezione e rispetto, deve essere caldo, pulito e curato nei dettagli per favorire l’allentamento ed il recupero del benessere.

Non possono quindi mancare cuscini, plaid, fazzoletti, musica ed una luce né troppo forte né troppo fioca. Il tutto avviene su morbidi e confortevoli materassi.

Assieme a questi elementi di contorno è molto importante dare informazioni corrette sulla gravidanza ed il parto per sciogliere fantasie paurose e convinzioni sbagliate.

In questo spazio la donna ha la possibilità di aprire il proprio stato emotivo, condividendo ciò che spesso non può o non riesce ad esprimere, e si interviene in modo attivo a modificare ed aggiustare posture scorrette e contratture muscolari, ripristinando i movimenti lenti e morbidi.

Fisiologicamente si lavora intensamente sulla respirazione, per ritrovare quanto più possibile una respirazione diaframmatica profonda che allevia i sintomi tipici della gravidanza.

L’intervento Funzionale non si limita ai soli sintomi, ma agisce a monte sulle Esperienze di Base che possono favorire o meno un armonioso funzionamento complessivo della donna.

Questo è realizzabile attraverso numerose tecniche ed esercizi funzionali.

Esempi di tecniche ed esercizi funzionali in gravidanza. L’importanza del tocco-massaggio integrato.

Il tocco è uno strumento imprescindibile nell’intervento in gravidanza. Permette di entrare in relazione con la donna in modo diretto e senza filtri, ed ha lo scopo di alleggerirla dalle tensioni muscolari, dare sollievo e quindi ripristinare sensazioni di piacevolezza.

Ma non solo, attraverso il tocco ed il contatto la donna sente di potersi appoggiare, di lasciare nella fiducia, allentando il controllo, recuperando la tenerezza, nutrendosi passivamente ed anche chiedendo apertamente che vengano soddisfatti alcuni bisogni immediati (come un bel massaggio al collo e alle spalle, delle carezze rassicuranti sui capelli…) in una relazione di alleanza.

Queste sono Esperienze di Base al nostro essere e vivere, sono i mattoni della nostra vita.

Quindi, ad esempio, un persistente mal di testa in gravidanza verrà accolto e trattato non solamente da un punto di vista muscolare (ad esempio, con massaggi alla zona cervicale), ma anche portando la donna ad allentare con fiducia, lasciando il peso della testa nelle mani del terapeuta che la muoverà con profonda dolcezza. In questo modo la donna può sperimentare che non è sola a farsi carico di pensieri e preoccupazioni e che la responsabilità (di un bimbo in arrivo) si può condividere (in seduta con il terapeuta e nella vita col partner).

Il massaggio per la donna in gravidanza

Il massaggio è sempre caldo, calmo, lento, dolce, non intrusivo né doloroso. La donna viene sistemata su comodi materassi aggiustando le posture con cuscini che permettono di scaricare il peso della pancia.

Da supina, la parte lombare della schiena viene alleggerita posizionando dei cuscini sotto le ginocchia, così da favorire anche l’apertura e il rilassamento pelvico e migliorare la circolazione delle gambe. Questa posizione è consigliata nei primi due trimestri di gravidanza e permette di lavorare sulla parte anteriore delle gambe, sulle creste iliache e sulle pelvi, sul torace, sulle braccia, sulla testa e sul collo.

La donna si stende sul fianco sinistro appoggiando la testa ad un cuscino e sistemando altri cuscini tra le braccia e le gambe in modo da scaricare il peso della pancia in maniera equilibrata. In questo modo il terapeuta attuerà un massaggio lungo tutta la colonna e sulla parte posteriore delle gambe, favorendo l’Esperienza di Base della protezione e della tenerezza.

Possiamo parlare pertanto di tocco-massaggio integrato, poiché attraverso il massaggio si integrano, ossia si mettono insieme, tutti i piani del sé della donna: quello emotivo, quello fisiologico, quello cognitivo e quello posturale. Si agisce sia sugli aspetti fisici che su quelli emotivi e psicologici, permettendo alla donna di vivere un’esperienza completa.

Mobilizzazione posturale, respirazione e rilassamento: esempi.

Assieme alle tecniche di massaggio, sono importanti ed efficaci esercizi di mobilizzazione posturale, di respirazione, di rilassamento che si possono fare da sdraiate, da sedute o in piedi, sempre con la guida ed il supporto del terapeuta che aiuta la donna a vivere l’esperienza nella maniera più efficace possibile.

Di seguito alcuni esempi:

La donna è sdraiata

  • Con la schiena ben appoggiata al materasso si inspiratenendo con le mani le ginocchia unite davanti e si lascia uscire il respiro portando le ginocchia in fuori e verso le spalle, facendo un cerchio come a remare.
  • Alzare le gambe contro la parete con natiche e cosce ben aderenti al muro, come si fosse sedute alla parete, e con le gambe ben stese si porta il respiro nella pancia.

La donna è in piedi

  • Si compiono dolci e piccoli movimenti delle spalle in tutte le direzioni, come a sciogliere un po’ di ruggine e ritrovare sollievo.
  • Si ruota il bacino a voler disegnare un hula-hoop tenendo il resto del corpo fermo, ampliando bene e morbidamente il movimento (lato destro, avanti, lato sinistro e indietro).       

La donna è seduta

  • Movimento a farfalla con le ginocchia tenendo uniti i piedi con le mani e poi dondolarsi da un lato all’altro mantenendo questa posizione.
  • Piegarsi all’indietro sostenendosi sui gomiti piegati a terra e respirare profondamente con il sacro ben appoggiato; successivamente si aggiunge un movimento del bacino, all’indietro inspirando e in avanti espirando; il coccige che ruota bene a terra aiuta a sentire meglio il movimento del bacino.

A conclusione di questo articolo, sento significativo ricordare quanto madre e feto siano legati profondamente, in un contatto diretto che non si può eludere, quanto più valorizzare.

Questo “cordone” che lega i due protagonisti ha una potenza senza eguali, cosicché il benessere o il malessere della madre determina la crescita del bambino.

Pertanto un buon intervento sulla donna in gravidanza favorisce una crescita sana ed armoniosa del feto.